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Hooroosh Core

Coaching per il rientro al lavoro.

Tredici anni di pratica con chi rientra dopo una pausa estesa.

Voci dei clienti

Sono rientrata al lavoro dopo due anni di congedo. Non avevo bisogno di motivazione, avevo bisogno di un metodo per riorganizzare la settimana. Le sedute hanno fatto quello, e poco altro. Ed è stata la cosa più utile che potessi ricevere.

Francesca M., responsabile prodotto, rientro dopo congedo parentale esteso

Tornare dopo l'anno passato ad assistere mio padre è stato più complicato di quanto pensassi. Non era il lavoro tecnico, era la sensazione di essere fuori passo. Sei sedute hanno aiutato a fare ordine. Niente promesse, solo conversazioni precise.

Matteo R., consulente direzionale, rientro dopo cura di un familiare

Ho preso un anno sabbatico perché ne avevo bisogno; al ritorno mi mancava la struttura della giornata. Lavorare a partire da come riempivo le ore, e non da dove volevo arrivare, è stato un cambio di prospettiva che mi è servito molto.

Sara T., editor freelance, rientro dopo sabbatical

Mi aspettavo un coaching ad alta energia. Mi sono trovata davanti a un coaching ad alta attenzione. È stata la prima volta in cui non mi è stato chiesto di ripartire alla grande, e proprio per questo è stato possibile ripartire piano.

Alessandro P., responsabile vendite, rientro dopo recupero da malattia

Otto sedute distribuite su quattro mesi. Non sempre era facile capire cosa stavamo facendo seduta per seduta. Alla fine però, riguardando indietro, la traiettoria era chiara. Una pratica seria, non un piano dell'umore.

Luca G., ingegnere di processo, rientro dopo congedo parentale

Tre fasi del lavoro insieme.

  1. Inizio

    Mettere a fuoco

    Le prime sedute servono per la fotografia accurata del punto di partenza: dove ti trovi adesso, cosa è cambiato durante la pausa, cosa ti aspetta nella settimana o nel mese che hai davanti. Niente di teorico, soltanto i fatti.

  2. Mezzo

    Costruire il ritmo

    Il cuore del programma. Pianificazione del rientro, narrativa della pausa, ricostruzione delle relazioni professionali, gestione del primo trimestre. Il lavoro che facciamo insieme è un tema alla volta, con il tempo di sedimentazione fra una seduta e l'altra.

  3. Fine

    Chiudere e camminare

    L'ultima fase: revisione di cosa è cambiato, identificazione di ciò che resta da fare in autonomia, e un eventuale appuntamento di follow-up a distanza di mesi. Il programma si conclude quando la persona ha gli strumenti per procedere da sola.

Casi studio

Cinque esempi sintetici di lavoro recente. Nomi modificati per riservatezza.

Francesca M.: sei sedute dopo congedo parentale esteso

Ha cambiato settore a quasi cinquant'anni, in un colloquio di due ore. Il programma ha lavorato sulla pianificazione delle prime otto settimane e sulla rinegoziazione di alcune dinamiche col team. Sei sedute, conclusione con un follow-up a quattro mesi.

Matteo R.: consulente direzionale, anno di cura

«Ho capito che il problema non era il ruolo, era la convinzione che ne dovessi avere uno specifico.» La difficoltà non era tecnica, era relazionale. Sette sedute distribuite su cinque mesi hanno aiutato a ricostruire la posizione di interlocuzione coi colleghi.

Sara T.: editor freelance, sabbatical di otto mesi

Il processo si è articolato in cinque passi, dichiarati a inizio percorso. Al rientro la struttura della giornata era diventata estranea. Il programma di cinque sedute ha lavorato sulla calibratura del ritmo lavorativo prima ancora che sui contenuti. Esito: rientro stabile alla pratica freelance con una settimana-tipo nuova.

Alessandro P.: recupero da malattia di lunga durata

Ha accettato la nuova posizione l'ultima settimana di gennaio. Il programma è iniziato durante l'ultima fase di convalescenza, ed è proseguito nei primi quattro mesi di rientro. Otto sedute. Lavoro principalmente sul ritmo sostenibile e sulla narrativa col team.

Luca G.: congedo parentale, ingegneria di processo

«Mi ha detto che avevo già la risposta. È stato vero.» Rientro programmato con piano di re-onboarding tecnico autonomo, programma di coaching focalizzato sulla parte relazionale e organizzativa. Sei sedute, conclusione con piano di follow-up a sei mesi.

Tre aree di lavoro.

Il programma si compone sulla persona; queste sono le aree di lavoro su cui mi concentro più spesso con chi rientra al lavoro dopo una pausa.

Coaching per il rientro al lavoro

Quando rientri dopo una pausa significativa, ti incoraggio a guardare la transizione con cura, prima ancora di accelerare. Lavoriamo su mappa, ritmo, e su quello che resta possibile nelle prime settimane.

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Rientro dopo il congedo

Le condizioni dopo un congedo esteso sono diverse da quelle del giorno in cui sei partita. Con molte persone con cui lavoro, la differenza più grande non è nel ruolo che ritrovano: è in come si percepisce il proprio tempo.

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Fiducia dopo una pausa

Ricostruire la fiducia professionale è un lavoro che si fa poco per volta. Nella mia esperienza, gli esercizi rapidi non aiutano molto: aiuta invece costruire una serie di piccole conferme concrete, una alla volta.

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Il modo in cui lavoro

Vengo da una carriera nell'editoria: ho passato anni a leggere manoscritti, a lavorare con autori e con redazioni. Le mie letture di riferimento restano Italiani si diventa di Beppe Severgnini per il senso di come una società italiana cambia nel piccolo, e gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini per il rigore con cui si guarda il proprio contesto senza compiacenze.

Lavoro principalmente con persone in rientro al lavoro dopo una pausa estesa: congedi parentali, periodi di cura familiare, recuperi da malattia, sabbatical. Una buona parte dei miei clienti viene dalla zona di Genova e dalla Liguria; ne ho seguiti anche dal Triveneto, in particolare dal polo navale di Monfalcone, dove le condizioni di rientro nel settore industriale hanno dinamiche specifiche.

Da ragazza compravo i numeri arretrati di Linus alla bancarella; non c'entra direttamente con il coaching, ma è la stessa abitudine alla lettura lenta che cerco di portare nelle sedute. Il lavoro che facciamo insieme è un'osservazione paziente di cosa è in gioco, non una corsa verso una destinazione predefinita.

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